Da queste parti se ne era già parlato, ma la tecnologia diventando sempre più matura richiede un sovrappiù di analisi.
Mi riferisco a Semacode, il software in grado di trasformare il telefono cellulare con fotocamera (per gli amici: fotofonino) in un traduttore di strani simboli dalla forma quadrata.
La possibilità di trasformare il cellulare in uno strumento per passare dal reale al digitale – in puro stile Matrix – non poteva non colpire l’immaginazione di una serie di designer molto interessati alle potenzialità della tecnologia (magari mixata con le folksonomy). Da qui una piccola rassegna sui progetti semacode-based.
L’opportunità mi è stata data dalla rivista online (ex)Miss Marple (sulle cui pagine HTML ho già parlato di pubblicità retoriche e tecnologie cool) che mi ha chiesto di fare una ricognizione di queste tecnologie per suo numero attualmente online dal titolo “L’uomo è mobile“.
Il mio pezzo si chiama Navigando nella realtà via cellulare, e se vi va magari potete leggerlo e commentarlo da queste parti.
