Le forme della scienza online (ovvero esiste un Facebook per i ricercatori scientifici?)

Venerdì scorso sono stato ospite dell’associazione Observa, che mi ha invitato a tenere un seminario (interno) sul tema della scienza e delle piattaforme dei social media (scienza 2.0, per intenderci).

L’argomento l’avevo già trattato in un altro seminario che ho tenuto a dicembre 2008 per conto dell’associazione di cui sono socio fondatore(ed ex vicepresidente) STS Italia.

A differenza di quella volta, mi sono concentrato su un paio di casi studio interessanti.

Il primo è la storia di Anthony Garrett Lisi, giovane fisico appassionato di surf (come Kary Mullins, padre della PCR, per intenderci quella cosa che usano a CSI per analizzare in DNA del colpevole), il quale ha scombussolato il mondo della fisica proponendo una tanto semplice quanto bella teoria del tutto, che si è attirata l’ammirazione (e l’odio) dei colleghi, anche se ancora non è stata pubblicata, ma semplicemente diffusa attraverso il deposito dentro arXiv e il tam tam dei fisici-blogger di tutto il mondo.

Il secondo caso di questa commistione scienza/social media è senza dubbio il caso di Wolfram Alpha, il motore di ricerca sviluppato e recentemente rilasciato da Steven Wofram (il papà di Mathematica), che declina il concetto di motore di ricerca in un modo assolutamente nuovo e in linea con il nuovo modo di usare e comunicare la scienza online.

Mi rendo conto che è roba un po’ “per appassionati”, ma qualora deste un’occhiata alle slide, sarei molto felice di avere le vostre impressioni, consigli e – perchè no – la segnalazione di qualche caso studio interessante sul tema della scienza 2.0.