Riviste scientifiche e internet

Qual è il ruolo delle riviste scientifiche in internet? Che caratteristiche dovrebbe avere un sito che dovrebbe essere un punto di riferimento per una comunità scientifica?

E’ stato questo il tema di un convegno che si è tenuto ieri a Roma presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza dal titolo “Le riviste scientifico-culturali nel XXI secolo. La sfida di internet”, organizzato dalla cattedra di Sociologia dei Processi Culturali (prof.ssa Maria Immacolata Macioti).
L’occasione è stata quella di presentare il passaggio dalla versione cartacea alla versione online ad accesso libero della rivista di sociologia La Critica Sociologica, fondata da Franco Ferrarotti (nume tutelare delle scienze sociali in Italia).

Sembra un tema da specialisti – e difatti lo è – ma solleva alcune domande interessanti inerenti alla relazione tra rivista cartacea e servizi web.

Una delle questioni più interessanti sollevate dal convegno è come gestire il passaggio dalla carta a internet, anche perchè se un primo passo è quello di convertire in PDF tutti gli articoli di una rivista, sicuramente non basta per migliorare il rapporto con la comunità a cui la rivista si rivolge.
Tra l’altro questa è un’osservazione che è indipendente dal fatto che la rivista si occupi di sociologia o videogiochi.

Tutti i rappresentanti delle maggiori riviste sociologiche cartacee italiane e non (Economia & Lavoro, Sociologia, International Review of Sociology), ma anche esperienze più legate al web ([email protected]@, Mediazone), concordano sul fatto che riversare un database in internet – ad accesso più o meno libero – da solo non basta a far si che una rivista sia espressione di una comunità (nella fattispecie quella dei sociologi) che attraverso la rete cerca di promuovere la circolazione di idee e ricerche.

Quello che è interessante, per quanto mi riguarda, sono le idee emerse nella sessione pomeridiana (nella quale faceva parte anche il sottoscritto). Ho notato nei diversi interventi, una forte resistenza al fenomento blog, etichettato come chiacchiericcio, e comunque oggetto di pesanti riserve.
La cosa non mi ha fatto piacere, perchè è vero che con i blog non si possono fare articoli scientifici (ma non è detto: tutta questione di scrittura), ma si può utilizzare come strumento per far dialogare una comunità.
Tra l’altro in questo senso, il sito de La Critica Sociologica, si è dotato di un blog (per inciso su piattaforma Dblog), proprio per cercare di svecchiare l’idea (a mio avviso più che obosleta) che una comunità si incontri solo sulle pagine degli articoli e delle recensioni.

Invece ci sarebbero spazi per una forte integrazione fra web e riviste sociologiche, anche perchè la nuova generazione di ricercatori ha una maggiore dimestichezza con gli strumenti digitali e quindi le riviste potrebbero essere espressione di un cambiamento.
E’ di questo che ho parlato in chiusura del convergno, di come esistano una serie di applicazioni web 2.0 (etichetta che ho provveduto a tacere: data l’età dell’uditorio rischiavo una connotazione giovanilistica che avrei odiato), per le quali una buona progettazione del sito di una rivista (o di un editore di riviste come Sage o Routledge) rappresenta un ottimo strumento per la costruzione di piattaforme per la condivisione (dato una delle regole di una comunità scientifica è la condivisione e la libera discussione).
Trovate i dettagli e i vari esempi di applicazioni web 2.0 nel powerpoint qui sopra, con tanto di slide finale ispirata ad un progetto di ricerca su Second Life: Social Sim.
Come sempre, commenti osservazioni, consigli, ben accetti.

Termino con una domanda a cui vorrei rispondesse chiunque sia lettore di una rivista (più o meno scientifica): cosa vorresti trovare sul sito web della tua testata preferita (quotidiani esclusi, of course)?

2 thoughts on “Riviste scientifiche e internet

  1. Hai proprio ragione, forse un po’ obsoleto il blog, ma io ci ho provato, ma i classicisti sono classicisti e non li cambi…se non l’avessi capito sono quello che ha creato il sito de la critica e che ancora non è completato del tutto..

    Ciao
    Toleno

  2. In realtà intendevo dire che era obsoleta l’idea che una comunità scientifica si incontri sulle pagine di una rivista e non l’uso del blog in questo senso.

    In altri termini: ottima l’idea del blog per far dialogare i ricercatori di una disciplina, continua pure così.

    🙂

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *